VENEZIA: emozioni tra maschere e fughe d'amore


Un tripudio di colori e fantasia con il sole, noir e suggestiva quando avvolta da pioggia e nebbia. Venezia semplicemente unica nel suo genere diventa imperdibile a febbraio per il Carnevale e San Valentino.


Scoprire la magia del Canal Grande e del Ponte di Rialto e la celebre Piazza San Marco con l’imponente Basilica e il suo Campanile. Perdersi nel labirinto di calli e campielli, viuzze e ponti che l’attraversano e ne disegnano l’inconfondibile profilo.

Una perla! Ambitissima meta internazionale, inserita nella Lista del Patrimonio Mondiale nel 1987 per l’unicità e la singolarità dei suoi valori culturali.

Venezia diventa irrinunciabile nel mese in cui si festeggia il Carnevale e San Valentino.


IL CARNEVALE PIÙ FAMOSO AL MONDO

L’atmosfera cittadina cambia in modo significativo: le piazze brulicano di divertenti maschere, le calli e le piazze si riempiono di coriandoli mentre i canali si illuminano con le luci di questo magico evento. Si respira un’aria diversa, un’aria di festa e allegria. Il capoluogo veneto, dal 12 febbraio al 1° marzo, diventa così l’ombelico del mondo, la capitale del folklore e l’orgoglio d’Italia.


L’ORIGINE DEL CARNEVALE

Significato e origine prendono spunto da tradizioni greco romano antichissime. Dai Saturnali dell’antica Roma quando schiavi e i liberi cittadini si riversavano nella città per festeggiare con musica e balli sfrenati. E dai culti dionisiaci greci, grandi feste religiose con processioni e rappresentazioni teatrali che prevedevano maschere e rappresentazioni simboliche. Dopo anni di eccessi e stravaganze, con la caduta della Serenissima, il Carnevale subì un lungo declino. Bisognerà di fatto attendere il 1967 per rivivere l’emozione delle sfilate di maschere e costumi, riportando in vita le antiche tradizioni.


EVENTI RIVISITATI

Ritroviamo oggi l’antica Festa delle Marie dove sfilano dodici Marie accompagnate da sbandieratori, musicisti e damigelle d’onore, tutti diretti verso Piazza San Marco. Segue poi l’elezione della più bella, la Maria dell’anno. E il “Volo dell’Angelo o Volo della Colombina”, uno dei principali eventi d’apertura dove un uccello meccanico dal Campanile di San Marco scende giù fino al Palazzo Ducale. A metà percorso una botola nel suo ventre si apre e libera coriandoli e caramelle sulla folla. Questo almeno fino al 2001, quando la Colombina venne sostituita da una donna imbragata.


GALEOTTA FU VENEZIA

Una città che colpisce al cuore con i suoi palazzi rinascimentali, le chiese e le cappelle, le calli e canali. Non a caso sempre più coppie scelgono di sposarsi o di suggellare il proprio amore a Venezia. E per capirla non si può che partire da Piazza San Marco, la piazza principale dove si trovano la Basilica e il Campanile di San Marco e il Palazzo Ducale. Meritano attenzione anche il Teatro La Fenice in stile neoclassico, distrutto tre volte dalle fiamme e ricostruito esattamente nello stesso modo e la Basilica di Santa Maria della Salute, posta all’estremità meridionale del Canal Grande. Basilica, la cui cupola è diventata simbolo della città ispirando artisti come Turner, Sargent e Guardi.


I SUOI PONTI E LE ISOLE DELLA LAGUNA

La Serenissima è impreziosita da più di 540 ponti. Tra i più famosi il Ponte di Rialto, il più antico dei quattro ponti che attraversano il Canal Grande e il Ponte dei Sospiri. Secondo una leggenda sembrerebbe che i prigionieri attraversandolo, sospirassero davanti alla prospettiva di vedere per l’ultima volta il mondo esterno. Da visitare c’è anche l’isola di Murano famosa per la sua arte vetraria e quella di Burano molto popolare per la produzione di merletti ad ago e per le case colorate e Lido nota per la sua spiaggia formata da dune naturali.


LE MASCHERE PIÙ GETTONATE

“Buongiorno Siora Maschera”. Lungo le calli, per i canali e nei listoni era questo il saluto. L’identità personale, il sesso, la classe sociale all’improvviso scomparivano per entrare a far parte della “Grande Illusione del Carnevale”. Ma dietro quali maschere i veneziani nascondevano il proprio essere? Tra le più amate c’è la Bauta che rappresenta in pieno la città e la tradizione della Serenissima. Priva di naso e bocca viene indossata sia da uomini che da donne, la versione femminile è la moretta. Il Medico della Peste maschera inquietante ma rappresentativa di una situazione all’epoca autentica: i medici veneziani nel periodo della peste la indossavano, credendo di rimanere protetti dall’aria contaminata dei malati. Un’altra tipica maschera è quella del Bernardon. Definita “lurida macchietta popolare” rappresenta un vecchio pidocchioso che mostra le piaghe degli stravizi di gioventù e del mal francese (sifilide) che lo consuma.

 

Foto © Depositphotos.com