UN PARCO DA RE: IL PARCO NATURALE DELLE ALPI MARITTIME


Vette oltre i 3000 metri, laghi, praterie, ghiacciai, sentieri, mulattiere, strade militari e una straordinaria varietà di fauna alpina e di specie botaniche. È il Parco Naturale delle Alpi Marittime un patrimonio raro e prezioso



Una destinazione raccomandata a settembre? Semplice! È lo splendido Parco delle Alpi Marittime sul Monte Argentera. In provincia di Cuneo, nell’alta Valle Gesso, il Parco è l’area protetta più grande del Piemonte e tra le più estese d’Italia. Una connessione speciale e spettacolare con la natura che si traduce in una scelta adatta a tutti: dalle famiglie con i bambini, agli escursionisti più esperti ed esigenti.



UN MOSAICO DI LAGHI E MONTAGNE


Un angolo incantato di montagna che custodisce all’ombra delle sue vette severe i ghiacciai più meridionali delle Alpi, innumerevoli laghi alpini e un tesoro di biodiversità animale e vegetale. Qui, lo stambecco è di casa e le marmotte annunciano con i loro fischi l’arrivo di escursionisti e alpinisti. E all’ospite che arriva l’invito è chiaro e forte: “curiosità e rispetto sui sentieri e sulle mulattiere di questo Parco da Re”. Un territorio da scoprire passo dopo passo lungo una straordinaria rete di sentieri di caccia, mulattiere militari e antiche vie del sale che conducono a colli, vette, rifugi alpini e infine al mare.



L’OASI NATURALE AMATA DAI SAVOIA


Nasce ufficialmente nel 1995 dall’unione del Parco dall’Argentera e della Riserva dei boschi e laghi di Palanfrè, quelli che un tempo erano i territori di caccia di Casa Savoia. La bellezza di queste montagne, i camosci, le trote e la splendida e rigogliosa vegetazione colpirono davvero Vittorio Emanuele II, quando nel 1855 il re di Sardegna visitò la Valle Gesso e le sue terme. Il suo apprezzamento non passò inosservato e i sindaci dei Comuni dell’alta valle, conoscendo la passione venatoria e i vantaggi che potevano derivare dalla presenza estiva della famiglia reale, stabilirono di cedere al re i diritti di caccia e di pesca del loro territorio. Nacque così la Riserva Reale di caccia.



“CAMMINARE IN MARITTIME”: QUALCOSA DI SPECIALE


Un parco che offre agli amanti della camminata un numero incalcolabile di itinerari. Percorsi che si addentrano nei valloni, raggiungono decine di laghi, salgono su numerose cime e permettono di compiere trekking tra le valli del Parco e tra Italia e Francia. Ci si muove sul filo della storia seguendo le medioevali vie del sale, le mulattiere di caccia dell’antica Riserva Reale, le strade militari selciate dell’ultima guerra. Il tutto in un ambiente straordinario per ricchezza di flora, di fauna e di panorami che spaziano dalle pianure italiane e francesi al Mediterraneo.



FLORA E FAUNA: UN’ECCEZIONALE VARIETÀ DI SPECIE


All’interno dei suoi confini sono state censite circa 2000 specie floristiche, che tradotto vuol dire circa un quarto dell’intera flora italiana. Un territorio dove crescono alcune piante endemiche impossibili da trovare nel resto del mondo, come la sassifraga dall’Argentera, la viola Valderia e la primula di Allioni. Altrettanto varia e ricca è la fauna: camosci, stambecchi e marmotte sono facilmente osservabili lungo i sentieri. Sono presenti anche cinghiali, caprioli e mufloni, questi ultimi provenienti dalla vicina valle Stura e dal confinante Parco del Mercantour. Tra la fine degli anni 90’ e l’inizio del terzo millennio ha fatto il suo ritorno naturale in queste valli così “severe” il lupo, sorta di “sigillo di qualità” di un ambiente alpino integro e vitale.



PINOCCHIO NELLE ALPI MARITTIME


Tutti abbiamo avuto a che fare con Pinocchio, anche chi non lo ha mai letto. A dare credito all’immagine del burattino tanto famoso e conosciuto sono stati gli illustratori. E nelle Alpi Marittime, anziché sulle copertine, Pinocchio appare sulle abitazioni. C’è infatti un paese in Valle Vermenagna, dove Pinocchio è di casa: Vernante in provincia di Cuneo, di cultura e lingua occitana. Unico paese al mondo con i murales di Pinocchio dipinti sui muri delle case del centro storico. Un omaggio alle tavole del pittore Attilio Mussino, il più importante illustratore de “Le avventure di Pinocchio” di Collodi e apprezzato illustratore di libri per ragazzi, che visse qui i suoi ultimi anni. Pittore a cui è dedicato anche il “Museo Attilio Mussino” dove è possibile ammirare tutte le opere che celebrano la carriera dell’artista: i dipinti a olio e ad acquerello, diverse edizioni di libri per ragazzi illustrati dall’artista, tra cui spicca l’edizione del 1911 di Pinocchio, premiata all’Internazionale del libro di Torino di quell’anno, diversi studi grafici a matita, schizzi e disegni di personaggi illustri.

 

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