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Sant’Antioco: l’isola dei tesori

IN GIRO PER IL MONDO: ITALIA


È l’isola nell’isola dall’inestimabile valore storico culturale dove l’azzurro terso del mare, le spiagge sabbiose e le calotte nascoste regalano paesaggi e scorci indimenticabili. È l’isola senza tempo di Sant’Antioco, una delle gemme più preziose del sud-ovest della Sardegna.


Un incantevole connubio di storia e natura, baciata dal sole e bagnata da acque cristalline è Sant’Antioco la quarta isola italiana del Mediterraneo. Divisa in due comuni: a nord Calasetta e a sud Sant’Antioco è legata alla grande isola madre da un istmo artificiale. Un antico lembo di terra, ricco di storia che ha visto susseguirsi fenici,‍ cartaginesi, romani e altre civiltà. I resti archeologici disseminati per l’isola ‌raccontano infatti il susseguirsi di epoche e dominazioni,‌ mentre le spiagge cristalline e i paesaggi mozzafiato invitano ad una‍ scoperta che va al‌ di là del tempo, immersi in un contesto di natura incontaminata.



IL BORGO DI SANT’ANTIOCO


Porticciolo di case colorate è l’anima dell’isola. La rinomata cittadina dell’arcipelago del Sulcis, popolata da poco più di diecimila residenti e decine di migliaia di visitatori in estate, è il centro principale della maggiore isola della Sardegna e anche il luogo ideale per cominciare l’esplorazione del territorio e conoscere la sua storia millenaria. A partire dall’origine del suo nome che deriva da Antioco, medico africano e martire, esiliato sull’isola per ordine dell’imperatore Adriano. Patrono della Sardegna è il Santo venuto dal mare, a lui è dedicata l’omonima Basilica di origine bizantina che contiene le sue spoglie.



IL BORGO DI CALASETTA


Case piccole e bianche, stradine squadrate e la cupola moresca della chiesa, la luce, l’azzurro del cielo e la trasparenza del mare profumano di unicità. Informale e rilassato è un caratteristico borgo arrampicato su una collina che scende fino al porto i cui primi abitanti arrivarono nel 1770 da Tunisi e da Algeri. La sensazione passeggiando tra le sue stradine è in effetti quella di trovarsi in un paese dell’Africa del Nord. Il porto con le sue barche e terrazze sul lungomare e i suoi splendidi affacci sembra un acquerello dove trionfa una torre di avvistamento in conci di pietra vulcanica costruita su una base rocciosa che spicca scura sopra le case, simbolo incontrastato del paese.



UN’IMPORTANTE EREDITÀ STORICA


L’isola vanta attrazioni culturali e archeologiche rilevanti. Ci sono infatti diversi musei che raccolgono reperti di grande interesse come: il Museo Etnografico, dove spicca la lavorazione della seta di mare; il Museo Archeologico, il Muma-Museo del Mare e dei Maestri d’Ascia, la Necropoli Punica; le catacombe sotto la Basilica di Sant’Antioco Martire; la necropoli fenicio-punica di Sulki; il Tophet (o Tofet) un’area sacra all’aperto destinata alla sepoltura dei bambini, nota come “collina delle pentole”. Ma anche l’affascinante tonnara, testimone della tradizione peschiera dell’isola, i nuraghes, i misteriosi edifici preistorici disseminati sull’isola e le fontane antiche, altro importante tassello del territorio.



SPIAGGE E MARE DA SOGNO


Un mare che incanta con i suoi magnifici colori e le spiagge sabbiose, di ghiaia, di ciottoli, riparate o battute dal vento, fondali bassi o profondi non sono da meno. Ce n’è per tutti! A partire dai dintorni di Calasetta dove si incontra Sottotorre una graziosa spiaggia cittadina dotata di tutti servizi; la Salina, spiaggia di finissima sabbia grigio-chiaro; la spiaggia Grande, amata dai surfisti e Cala Lunga e Cala Tuffi, piccoline e incastonate tra pareti rocciose. Spostandosi verso Sant’Antioco e proseguendo fino alla punta sud dell’isola c’è Portixeddu, una spiaggia di ciottoli immersa in una zona dalla fittissima vegetazione mediterranea; la spiaggia di Maladroxia di finissima sabbia grigia, famosa per le acque termali che sgorgano dai suoi fondali; S’Ega De Is Tirias, solitaria spiaggia non lontana dal suggestivo Capo Sperone, nella punta meridionale dell’isola e Cala Sapone, resa ancora più suggestiva dai resti di una tonnara ottocentesca e non ultima la spiaggia di Coaquaddus con i suoi colori caraibici.


 

Posidonia Oceanica, il “polmone del mare”


In base ai venti e alle correnti le spiagge dell’Isola di Sant’Antioco vengono spesso invase dalla posidonia oceanica, pianta acquatica endemica del Mediterraneo, spesso definita erroneamente un’alga. Le praterie di posidonia costituiscono uno degli ecosistemi più importanti e ricchi di biodiversità del nostro mare. Specie protetta, ogni metro quadrato di prateria libera fino a 14-16 litri di ossigeno al giorno e offre cibo e rifugio a specie di flora e fauna. I depositi naturali di posidonia spiaggiata sulla riva del mare sono un valore in quanto svolgono un ruolo fondamentale nella protezione delle coste, trattengono la sabbia e diminuiscono il potere erosivo delle onde.


 

È qui la città più antica d’Italia


Esatto. La città più antica d’Italia dal punto di vista urbanistico è stata fondata dai Fenici ed è l’antica Sulki, l’attuale Sant’Antioco. A rivelarlo è il ritrovamento di un’anfora risalente con certezza all’800 a.C. Ciò vuol dire che quando Sulki rappresentava il punto di approdo principale e fondamentale del Mediterraneo con i suoi scambi con l’Oriente, Roma non era ancora stata edificata. Senza contare che i vari resti archeologici come nuraghi, tombe dei giganti, domus de janas e menhir riportano a una civiltà ancora più antica, quella nuragica.


 

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