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Occhio alle malattie estive


Afa, solleone e viaggi. L’estate è arrivata. Peccato però che virus e batteri non vanno in vacanza, compromettendo il nostro sistema immunitario. Complici il caldo, il mare, la piscina e la vita all’aria aperta il rischio di infezione e malattie aumenta. Importante conoscerle per limitare i danni.


di Stefania Antonetti


L'estate è per antonomasia sinonimo di libertà e vacanza. Eppure, non lo è per virus e batteri. “Sebbene alcuni agenti eziologici, come l’influenza, il virus respiratorio sinciziale e il Rhinovirus, scompaiano quasi del tutto, altri agenti patogeni prendono il sopravvento, come batteri, funghi e parassiti che sono tra i maggiori responsabili delle infezioni che colpiscono grandi e piccini nel periodo estivo”, spiega Susanna Esposito, professore ordinario di Pediatria presso l’Università degli Studi di Perugia e presidente dell’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid). “Lecito affermare che una stagione completamente esente da patologie non esiste – concorda la comunità scientifica. Uno stile di vita sano e l’ascolto dei consigli degli esperti sono però un’efficace risposta ai problemi più comuni riscontrabili durante la bella stagione evitando così situazioni a rischio”. Un focus sulle cinque malattie tipiche della bella stagione.



INFEZIONI CUTANEE


Le più comuni sono l’impetigine e la micosi da piscina. La prima, detta anche “Piede dall’atleta” è un’infezione batterica della pelle molto contagiosa che colpisce soprattutto i bambini. Il rischio di contrarla si moltiplica se la sabbia o l’acqua del mare sono sporche, anche caldo e umidità aumentano il rischio. Causata dallo streptococco beta-emolitico di gruppo A o, più raramente, dallo stafilococco aureo, genera vescicole-bolle che si risolvono nel giro di 4-8 giorni. La micosi da piscina è invece un’infezione fungina che coinvolge le dita di piedi e mani che si presenta con macchie eritema-squamose localizzate soprattutto sotto la pianta dei piedi o del palmo della mano. Un’infezione piuttosto contagiosa favorita dal contatto diretto, dalla frequentazione di luoghi pubblici e dallo scarso rispetto di buone norme igieniche. Fondamentale quindi usare disinfettanti per le mani e utilizzare ciabatte in gomma da indossare sempre a bordo piscina, nella doccia e nello spogliatoio ed evitare di scambiare teli, asciugamani e spazzole.



ALLERGIE DA PUNTURE DI INSETTO


Le punture di api e vespe possono causare reazioni diverse, da una semplice eruzione allo shock anafilattico che, sebbene raro, può mettere una persona in serio pericolo di vita. Anche le punture delle zanzare non vanno sottovalutate, punture che possono essere evitate con semplici accorgimenti: utilizzare repellenti, non uscire nelle ore del tramonto, indossare indumenti che coprano braccia e gambe e proteggersi con zanzariere. Nella maggiore parte dei casi, le conseguenze sono lievi: rossore, prurito, bruciore o leggero gonfiore. Solo in rari casi la puntura di un insetto (ape, vespa, calabrone, scorpione) provoca gravi reazioni, soprattutto in caso di allergie. “Il discrimine tra il lieve e il pericoloso sta nei sintomi - spiegano gli esperti-. Se la persona avverte difficoltà respiratorie, gonfiore di labbra e palpebre, gola, vertigini, debolezza, confusione, battito cardiaco accelerato, orticaria, nausea, crampi, vomito, occorre immediatamente contattare un medico o andare in Pronto Soccorso. In tutti gli altri casi basta togliere l’eventuale pungiglione, lavare l’area interessata con acqua e sapone o applicare un crema ad hoc”.



COLPI DI SOLE E COLPI DI CALORE


Le elevate temperature estive aumentano la possibilità di essere soggetti a colpi di sole e colpi di calore. Termini spesso utilizzati come equivalenti, corrispondono invece a due disturbi diversi. Il colpo di sole (o insolazione) è una condizione patologica che si manifesta come conseguenza di un’esposizione del corpo prolungata e diretta ai raggi solari. Ciò comporta un aumento della temperatura corporea oltre i 38 gradi e può associarsi a scottature. Il colpo di calore (o ipertermia) invece, si manifesta quando la temperatura esterna è molto alta e una persona non riesce a disperdere calore. I bambini e gli anziani sono i più a rischio. È importante evitare l’esposizione prolungata, soprattutto nelle ore più calde e in assenza di un’adeguata protezione, soprattutto della testa, gli esperti consigliano di preferire luoghi freschi quando le temperature sono elevate. Tra i sintomi: febbre, cefalea, nausea, irritabilità, confusione mentale, e nei casi più gravi, perdita di coscienza e collasso cardio-circolatorio.



PUNTURE DI MEDUSE, TRACINE E RICCI DI MARE


In estate è assai frequente imbattersi in meduse, tracine e ricci di mare, animali marini che causano ferite e punture che, se non curate, possono procurare anche fastidi gravi. Le meduse con i loro tentacoli possono sfiorare ogni parte del corpo; l’irritazione della pelle è causata proprio dal contatto con la sostanza urticante che viene rilasciata dall’aprirsi delle vescicole. Nascoste sotto la sabbia ci sono invece le tracine (o pesci ragno) che con i loro aculei appuntiti, se calpestate, iniettano un potente veleno. Mani e piedi possono essere altresì colpiti dagli aculei dei ricci. “Pungersi con una tracina genera un violento dolore, il contatto avviene solitamente con i piedi e il male può estendersi a tutta la gamba, con la pelle che si irrita e si gonfia – spiegano gli esperti-. Anche essere punti da un riccio causa solitamente dolore e fastidio. Entrare a contatto con una medusa significa altresì avvertire un dolore bruciante la cui durata è piuttosto mutevole, a cui si aggiunge nella zona interessata, una reazione cutanea simile a quella dell’orticaria”.



MALATTIE GASTRO INTESTINALI


Non sono certo rare le malattie gastrointestinali in estate. Si tratta di infezioni che possono colpire i turisti che frequentano località esotiche caratterizzate da climi molto caldi. E non solo. Malattie di origine infettiva dovute a virus come Rotavirus, Norovirus, Adenovirus e a batteri come lo Stafilococco, la Salmonella, Escherichia Coli. “La febbre e lo stato di disidratazione che si accompagna a nausea, vomito, diarrea e cefalea possono risultare anche molto pericolose. È quindi buona norma cercare di evitare cibi poco cotti, creme, latticini e uova e di bere acqua esclusivamente da bottiglie sigillate - spiegano gli esperti. In caso di intossicazione acuta con conseguente grave disidratazione, non è da escludere il ricovero ospedaliero”. D’obbligo citare la “Diarrea del Viaggiatore”, un disturbo intestinale spesso accompagnato da crampi e dolori addominali. Definita per l’appunto del viaggiatore - colpisce soprattutto chi si reca in zone tropicali, Africa, oriente o America del Sud, ed è causata da batteri, parassiti e virus che si trasmettono attraverso acqua e alimenti contaminati.


 

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