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Lo sport contro l’ictus



Costante e regolare: così l’attività fisica protegge (anche) il nostro cervello


Nuoto, camminata, bicicletta, pattinaggio, sci di fondo. Sono queste le attività ideali per cuore e cervello. Sport che permettono di modulare lo sforzo e di allenarsi in maniera graduale senza sforzi eccessivi in assenza di ossigeno. Praticare un’attività fisica aerobica per 30 minuti 3-4 volte la settimana aiuta a mantenersi in salute. A testimoniarlo le evidenze scientifiche che ci ricordano come la posta in gioco sia alta: la riduzione del 20% del rischio di ictus cerebrale. L’attività fisica diventa protagonista ad aprile, mese della prevenzione dell’ictus cerebrale, promosso da A.L.I.Ce. (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale). Se mantenersi attivi è un’ottima forma di prevenzione, alcune attività come atletica leggera, pesistica e sci di discesa vanno però evitate dopo i 40-50 anni, perché sono sport principalmente anaerobici, cioè caratterizzati da elevata intensità manifestata in tempi molto brevi. Essere attivi non vuol dire “solo” praticare uno sport. Possiamo raggiungere la nostra quota di attività aerobica quotidiana anche semplicemente camminando, facendo le scale, ballando. Non dobbiamo scordare che ben 8 ictus su 10 potrebbero essere evitati correggendo lo stile di vita. Mangiando in modo bilanciato, astenendosi dal fumo, limitando l’alcol, controllando la pressione arteriosa e, appunto, praticando attività fisica. Questa è un’alleata importante anche per chi ha già avuto un evento acuto. In generale non vi sono limitazioni particolari ma poiché l’esercizio può provocare un aumento della pressione e della funzione cardiaca, è sempre opportuno confrontarsi col medico per capire quale attività sia più indicata e con quale frequenza e intensità praticarla. Un buon compromesso per tutti? La camminata a passo lesto.


30 minuti, 3-4 volte a settimana. È questa la “dose” minima di sport consigliata per mantenere in salute il proprio organismo, cervello compreso. Sì perché il livello di attività fisica è inversamente proporzionale alla mortalità per cause cerebro-cardiovascolari, senza differenze di genere. I sedentari hanno, infatti, un rischio maggiore di 5 volte di incorrere in un ictus. Ma non è tutto. Anche chi ha già sofferto di un primo episodio trae giovamento dall’attività fisica. Vale allora la pena di scegliere le scale al posto dell’ascensore o di scendere dall’autobus una fermata prima per camminare fino a casa. E, ancora, di ballare, andare in bicicletta o dotarsi di una piccola cyclette o di fare giardinaggio. L’importante è scegliere una vita attiva, come ricorda A.L.I.Ce. ad aprile, mese della prevenzione dell’ictus cerebrale.

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