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La sindrome di Parigi


Parigi una città senza tempo che incanta chiunque. O quasi.



di Stefania Antonetti



Alcuni orientali, soprattutto i giapponesi, delusi dalle troppe aspettative della Ville Lumière sono colpiti dalla Sindrome di Parigi che provoca ansia, palpitazione, allucinazioni, tachicardia e senso di svenimento.


Protagonista indiscussa di film romantici come “Cenerentola a Parigi” o “Il favoloso mondo di Amélie”, Parigi racchiude in sé un fascino irreale e senza tempo. Romantica e avventurosa, malinconica ma ricca di possibilità. E’ quanto traspare dal cinema, dai libri e dai racconti. Caratteristiche che creano aspettative. Un carico di desideri insomma legati alla città e alle esperienze che si potranno vivere una volta arrivati a destinazione.



SE L’IMMAGINE NON CORRISPONDE ALLA REALTÀ?


Se la maestosa Tour Eiffel non fosse poi così emozionante? Quello che accade spiegano gli psicologi è: “lo sgretolamento delle proprie speranze e la comparsa di sentimenti come delusione, ansia e stress. E’ la “Sindrome di Parigi”. “Patologia -continuano gli psicologi- che colpisce coloro che sperimentano un disagio verso un luogo idealizzato nella propria mente e che, una volta arrivati, non soddisfa le aspettative create, generando una condizione di malessere sia fisico che mentale”.



LA SINDROME DI PARIGI


Un disturbo psicologico transitorio che venne identificato nel 1986 dal professor Hiroaki Ota, che si manifesta, soprattutto nei turisti giapponesi. Successivamente anche lo psichiatra dell’Hôtel-Dieu di Parigi, Youcef Mahmoudia, analizzò la patologia descrivendola come: “una manifestazione di psicopatologia dovuta al viaggio, piuttosto che a una sindrome del viaggiatore”. Secondo Mahmoudia, l’eccitazione provata per essere a Parigi era la causa di un’accelerazione del battito cardiaco che provocava ansia e tutta una serie di altre conseguenze.



SINTOMI PIÙ O MENO GRAVI


La sindrome si manifesta con sintomi diversi. Tra quelli meno “problematici” ci sono: irritabilità, aumento della sudorazione e sensazione di vertigine. Tra i disturbi più impattanti sia a livello fisico che psicologico si riscontrano: ansia, problemi emotivi, allucinazioni, alterazione delle percezioni sensoriali, depressione, tachicardia e arresto cardiaco.



MANIE DI PERSECUZIONE


Quest’ultimo, si manifesta a seguito di un’esperienza spiacevole con un parigino o con qualcuno del posto. Ciò deriva sempre dall’aspettativa creata sulle persone e sulla cultura della città. Aspettative mancate che possono provocare un vero e proprio shock emotivo con sintomi che potrebbero comparire poche ore dall’arrivo o al rientro dal viaggio. Una patologia definita di nicchia che genera però preoccupazione, tanto da spingere l’ambasciata giapponese a Parigi a intervenire per aiutare i propri cittadini, che ogni anno cadono vittime della stessa sindrome.



PERCHÉ COLPISCE SOPRATTUTTO I GIAPPONESI?

Questa patologia momentanea può dipendere da diversi fattori: in primis le differenze culturali. Ogni paese ha le sue abitudini, usi e costumi e questo può causare un vero e proprio shock nel turista giapponese. La lingua: la difficoltà di comunicazione può diventare un ostacolo enorme che genera insicurezza, isolamento o anche paura, creando una barriera tra persone del posto e turisti. Ma anche la fatica nell’organizzazione il viaggio che può causare uno stato di stanchezza fisica e mentale non indifferente tale da provocare destabilizzazione psicologica nel viaggiatore.



TURISTI CHE CREDONO DI ESSERE UN PERSONAGGIO DELLA BIBBIA


Credersi Gesù Cristo. Voler camminare sulle acque e simulare la Vergine Maria. Sono solo alcuni dei casi di individui colpiti dalla “Sindrome di Gerusalemme”. Un disturbo psicosomatico inerente al campo religioso, che colpisce soprattutto i turisti che visitano la Città Santa. Turisti, che manifestano significative allucinazioni e affermano di vedere personaggi sacri. Secondo gli psichiatri, questa patologia colpisce sia le donne che gli uomini, di età non superiore ai 35 anni e con scarsa istruzione. Solitamente gli effetti sono improvvisi, transitori e di moderata entità. Descritta per la prima volta nel 1930 dal medico psichiatra Heinz Herman venne ribattezzata “Sindrome di Gerusalemme” da Yair Bar-El, psichiatra israeliano che approfondì la sindrome nel nosocomio psichiatrico di Kfar Shaul in Israele.

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