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Intestino, secondo cervello


Quando si dice ragionare con... la pancia, raramente si sbaglia.


È stato lo scienziato Michal D. Gershon, della Columbia University di New York, a definire l’intestino “secondo cervello”, negli anni ‘80. Le sue importanti funzioni, infatti, contribuiscono al benessere fisico e psicologico. I milioni di cellule nervose che contiene sono stati osservati da un gruppo di scienziati attraverso la tecnica neurale, e secondo la ricercatrice Laura Donato, “[...] costituiscono un vero e proprio sistema nervoso autonomo (enterico), indipendente dal sistema nervoso centrale”.


Tutto nasce dalla flora batterica intestinale, il microbiota. È una grande compagnia di milioni di varietà di “batteri amici” che lavorano in sinergia creando un organo con funzioni complesse metaboliche e immunologiche. Tra queste l’aiuto a regolare il colesterolo LDL “cattivo”, la stimolazione delle difese immunitarie e della digestione, come l’assimilazione degli alimenti. Ma il microbiota, soprattutto, modula lo sviluppo e la funzione del sistema nervoso enterico. Questo, a sua volta, è in stretta connessione con il sistema nervoso autonomo (simpatico e parasimpatico) e interagisce con il sistema nervoso centrale, coordinando motilità, sensibilità, secrezioni e le funzioni dell’apparato digerente. I cento milioni circa di neuroni che producono serotonina, un neurotrasmettitore che nel cervello regola l’umore, il sonno e l’appetito, ovvero l’ormone della felicità e del benessere, vivono proprio nell’apparato digerente, grazie a cellule presenti nel microbiota intestinale. È dunque importante per il nostro benessere psicofisico essere in “armonia” con la nostra digestione e tutto ciò che le ruota intorno, proprio perché il nostro intestino è tanto interconnesso con il nostro cervello da essere capace di influenzare il nostro stato mentale e psicologico, oltre allo stato di salute del nostro organismo.


Reazioni “di pancia”

Disturbi gastrointestinali per forti emozioni o le “farfalle allo stomaco” degli innamorati... Queste e tante altre “risposte” dipendono dai messaggi che l’intestino invia al cervello, coinvolgendo anche il sistema nervoso autonomo e liberando “neurotrasmettitori” specifici. Un collegamento, cervello-intestino, che nel caso di chi soffre di colon irritabile connette ansia e depressione ad una sgradevole pressione e motilità intestinale alterata. Il nervo vago, chiamato anche pneumogastrico, ne è un esempio. È uno dei nostri nervi cranici. Nasce, infatti, nel cervello per arrivare fino all’addome. Ha funzione motoria e sensitiva e fa parte del sistema nervoso parasimpatico con funzioni come la diminuzione della frequenza cardiaca, l’aumento delle secrezioni del tratto digerente o della peristalsi intestinale.

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