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In giro per il mondo: Langhe, Roero e Monferrato

Aggiornato il: 29 ott 2020



I castelli, gli antichi borghi e le colline con i filari coltivati a perdita d’occhio: alla scoperta della storia di un panorama unico al mondo


La natura e l’uomo si rispecchiano negli ordinati filari di vite che si susseguono, collina dopo collina, nella zona delle Langhe, del Roero e del Monferrato compresa tra Alessandria, Asti e Cuneo. Col tempo questa terra, dove il vino è storia, cultura e famiglia, è stata riconosciuta in tutto il mondo per la sua unicità diventando Patrimonio dell’Umanità Unesco nel 2014. Uno spettacolo in ogni stagione, compreso l’autunno, quando le vigne si accendono in tonalità che corrono dal giallo al marrone emergendo dalla nebbia in un’impareggiabile visione.


Terra generosa ma schiva, è la culla della produzione di vini come il Barolo, il Barbaresco, l’Asti Spumante e il Barbera d’Asti che nascono dai vitigni del Nebbiolo, del Moscato del Bianco e del Barbera che sono coltivati da secoli in queste zone. L’Unesco ne ha riconosciute sei, che possono essere lo spunto per una settimana di vacanza autunnale o per week-end scanditi da visite alle cantine e da indimenticabili degustazioni, un’opzione molto amata dagli stranieri che in queste zone, sempre più spesso, acquistano una seconda casa. Ed eccole le sei zone riconosciute dall’Unesco. La Langa del Barolo, patria dell’omonimo vino e le colline del Barbaresco, dove oltre a gustare il famoso rosso a lungo invecchiamento meritano una visita Barbaresco e Neive, antico borgo con una torre a strapiombo sul fiume Tanaro. Vicino ad Alba, nota per l’asta del tartufo bianco, c’è poi la zona del Castello di Grinzane Cavour mentre verso Canelli, dove i filari sono tutti a Moscato Bianco, si produce il Moscato d’Asti, vino frizzante tra i più apprezzati all’estero.


L’Unesco ha posato il suo sguardo anche su Nizza Monferrato, esempio di villanova medievale, e sulla zona del Basso Monferrato coi tipici infernot, vecchie suggestive cantine scavate nella Pietra da Cantoni. Una visita la meritano anche i centri storici di Alba, con impianto medievale e la perla romanico-gotica di san Domenico, Asti coi suoi sontuosi palazzi e il centro storico, e Casale Monferrato, una vera sorpresa per vivacità, scorci e l’indimenticabile Duomo. E i piccoli paesi? Sono capaci di incantare e restare per sempre nel cuore di chi si reca per la prima volta in queste zone: il panoramico Bergolo, Cherasco coi suoi mercatini, la Morra, Guarene e Moncalvo sono solo alcune delle tante possibili soste. Ogni centro ha la sua storia da raccontare e un’esperienza da offrire. Sulla strada, tra una tappa e l’altra, potremo scorgere e decidere di visitare castelli (Barolo, Grinzane Cavour, Casale Monferrato, Serralunga d’Alba, Camino) o esplorare le rocche del Roero. Il tutto spingendo lo sguardo tra dolcissime colline e filari di vite, magari ascoltando un buon Paolo Conte.

Non solo vino


La robiola di Roccaverano, le pesche di Canale, il cardo gobbo di Nizza Monferrato, i tartufi di Alba, i krumiri di Casale Monferrato, i baci di Cherasco: sono tantissime le specialità gastronomiche che possiamo scoprire e gustare in queste zone.

Nella foto: il Castello di Grinzane Cavour e le vigne circostanti

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