IL MAL D’ESTATE


Vacanze, viaggi e divertimento. L’estate evoca spensieratezza, leggerezza e riposo. Ma non per tutti è così. A volte la bella stagione si accompagna a tristezza e malinconia. È il Disturbo Affettivo Stagionale” (Sad) o depressione estiva che colpisce molto più di quanto si creda.


di Stefania Antonetti


La tanto attesa bella stagione entra nel pieno del suo splendore: sole, cielo limpido e notti stellate infondono serenità e positività. Per molti ma non per tutti! Perché sentirsi tristi e soli in estate è sempre più frequente. Nonostante le giornate siano più luminose, tali da favorire l’aumento di serotonina, vi sono alcuni aspetti del periodo estivo che possono influire sfavorevolmente sull’umore di chi ha la tendenza a soffrire di disturbi emotivi. Non a caso le statistiche riportano un aumento del 12% di stati depressivi rispetto al periodo invernale. Un momento critico che attiva o acuisce malesseri fisici e psichici.



È IL MAL D’ESTATE


Contrariamente a quanto ci aspettiamo, la bella stagione ha un impatto emotivamente disturbante su molte persone - spiegano gli psicologi -. Estate che non vuol dire solo relax, come siamo soliti pensare, anzi. Peggiorano sintomi ansiosi e depressivi e aumenta in modo significativo il consumo di farmaci ansiolitici, di antidepressivi, di alcol e sostanze. Sono soprattutto coloro che soffrono di disturbi dell’umore e di ansia a risentire negativamente nella stagione più calda, ma anche chi non ha un disturbo dichiarato può percepire un senso di disagio. È la Sad: il “Disturbo Affettivo Stagionale”.



CIÒ CHE NON TI ASPETTI


Spesso la bella stagione si accompagna a un peggioramento del tono dell’umore, scarsa proattività e voglia di fare, stanchezza, anedonia, disturbi del sonno e irrequietezza. Citata per la prima volta dallo psichiatra Norman E. Rosenthal nel 1984 la depressione estiva, è un disturbo affettivo stagionale che consiste in alterazioni dell’umore legate a periodi dell’anno in cui i ritmi di vita abituali subiscono variazioni, proprio come in estate. Lo psichiatra, che studia l’argomento da oltre trent’anni, ha evidenziato l’influenza di fattori come la temperatura, il tasso di umidità e la durata dell’esposizione alla luce solare sul cervello. Fattori che sembrano impattare sul ritmo sonno-veglia e su aspetti emotivi come l’ansia, il panico, la paura e l’aggressività e fattori che aumentano con l’aumentare della temperatura. Entrano poi in gioco elementi psico-sociali: gli amici che partono, le città che si svuotano, i negozi che chiudono. Se poi si resta a casa da soli, aumenta ulteriormente il senso di isolamento.



UN MALESSERE ESTIVO: QUANDO È NORMALE


“Tuttavia, non bisogna confondere il fisiologico periodo di adattamento all’estate con il Sad – spiegano gli psicologici. È normale avere dei giorni caratterizzati da spossatezza, attacchi d’ansia di breve durata, difficoltà a prender sonno o a risvegliarsi. Con la bella stagione cambiano le nostre abitudini in termini di sonno, alimentari, relazionali e il corpo ha inevitabilmente bisogno di tempo per riprendere il passo. Tutto questo si stabilizza nel giro di pochi giorni”.



E QUANDO NON LO È


“Al contrario - continuano gli analisti - quando i sintomi si intensificano e perdurano nel tempo, ossia si fa fatica a stare dietro all’aumento degli impegni sociali, a star svegli fino a tardi, se si hanno attacchi di panico e si avvertono grandi preoccupazioni dovute al lavoro, all’organizzazione delle vacanze e alla pressione sociale circostante, queste situazioni potrebbero configurarsi all’interno di un Sad. È importante, dunque, la diagnosi di un esperto che potrà fornire indicazioni utili su come risolvere il problema e aiutare a prevenirlo”.



DEPRESSIONE ESTIVA: I SEGNALI


“È importante distinguere se si tratta di una condizione transitoria di demoralizzazione o di un episodio depressivo vero e proprio – chiariscono gli psicologici -. Solitamente, le persone affette dal disturbo affettivo stagionale hanno già sperimentato problematiche di questo tipo o hanno una storia familiare di depressione. Un altro fattore di rischio è rappresentato dal sesso femminile. Prima, comunque, di diagnosticare il quadro clinico, occorre capire se sono presenti da almeno due settimane alcuni specifici sintomi”.


Umore generale basso, con persistenti sentimenti di tristezza e disperazione.

  • Meno o nessun interesse per le solite attività

  • Difficoltà a trovare la motivazione nella quotidianità

  • Cambiamenti di energia, tra cui letargia o irrequietezza

  • Insonnia e altri disturbi del sonno

  • Difficoltà a concentrarsi o a ricordare le informazioni

  • Affaticamento o mancanza di energia durante il giorno

  • Mancanza di appetito

  • Perdita di peso

  • Agitazione o irritabilità

  • Rabbia o aggressività

  • Pensieri di morte o suicidio



DEPRESSIONE ESTIVA: LE STRATEGIE


“La particolarità del Disturbo Affettivo Stagionale (Sad) sta nel fatto che è ciclica, quindi, ricorrente. Ciò rappresenta un vantaggio poiché è identificabile il periodo in cui i sintomi compaiono – spiegano gli analisti -. Il che permette di agire preventivamente per aiutare ad adattarci in maniera dolce ai cambiamenti in arrivo. Una corretta prevenzione dunque può tradursi in semplici azioni quotidiane che migliorano l’umore e contrastano il mal d’estate”.

  • Un’attività sportiva regolare. Un’ottima abitudine per dare a corpo e mente grande beneficio, grazie al rilascio di endorfine. Se svolta in compagnia diventa anche un modo per trascorrere più velocemente il tempo e sentire meno la fatica, rafforzando allo stesso tempo i legami personali.

  • Una sana passeggiata all’aperto. Specialmente se immersi nel verde, aiuta a mettere da parte i pensieri negativi.

  • Un’alimentazione sana e bilanciata. Alimentazione che gioca un ruolo importante, soprattutto dove una carenza di nutrienti essenziali agisce negativamente sull’umore.

  • Una buona idratazione corporea.  Bere è utile tanto quanto il limitare il consumo di zuccheri e di alcol.

  • Riposare bene. Un altro consiglio è quello di mantenere gli stessi orari quando si va a dormire, così come al risveglio. Il buio segnalerà al cervello di produrre più melatonina, consentendo una soddisfacente notte di sonno.


 

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