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Farmaci


Sbagliare le dosi della terapia quotidiana, perdere il foglietto illustrativo, confondersi tra nomi e confezioni simili: le intossicazioni più frequenti e come evitarle tra ordine, buona informazione e tanta attenzione


Intervista a Carlo Locatelli

• Specialista in Tossicologia Medica

• Responsabile del Servizio di Tossicologia Clinica, Centro Antiveleni e Centro Nazionale di Informazione Tossicologica

• ICS Maugeri IRCCS Ospedale di Pavia

di Luisa Castellini


Errori nei dosaggi, confusione tra le concentrazioni delle diverse forme farmaceutiche o tra medicinali con nomi o confezioni simili: tra le intossicazioni, il 45% riguarda proprio i farmaci. «Spesso si tratta di casi di uso errato, ma sono frequenti anche gli abusi e le dipendenze» spiega Carlo Locatelli, responsabile del Servizio di Tossicologia Clinica del Centro Antiveleni di Pavia. A chiamare l’unico servizio italiano di tossicologia e farmacologia d’urgenza rimasto operativo h24 senza deviare le consulenze su altri servizi, sono sia i medici sia i cittadini. I primi per consulenze, in particolare per l’assunzione di farmaci in gravidanza e allattamento e di terapie multifarmaco, frequenti soprattutto nei grandi anziani. I cittadini, invece, si rivolgono al Centro Antiveleni per ricevere una consulenza diretta con uno specialista.


A quali farmaci bisogna prestare più attenzione?

«Nel caso di una terapia continuativa, bisogna prestare particolare attenzione ai farmaci che hanno un range terapeutico molto piccolo come la digitale (digossina), usata nello scompenso cardiaco con fibrillazione atriale, gli antiepilettici e alcuni immunosoppressori. E, ancora, il litio, un antipsicotico, che necessita spesso di controlli seriati delle concentrazioni ematiche per evitare intossicazioni. Ma il farmaco che ci dà maggiori problemi per accumulo durante trattamento è l’antidiabetico metformina: in caso di febbre, se si mangia, beve o urina poco, il paziente deve sapere che è necessario interrompere l’assunzione del farmaco o ridurlo per evitare il sovradosaggio, che può essere potenzialmente letale». La stessa metformina viene talvolta erroneamente usata anche per non ingrassare. Un’eccezione? Non esattamente. «L’uso improprio di farmaci è frequente, tra abusi, dipendenze e autolesionismo, che pongono di fronte a risvolti psicologici importanti». Da non dimenticare, poi, i casi legati alla confusione tra i vecchi e i nuovi nomi dei farmaci, dei quali spesso cambia la composizione. I casi possibili sono diversi. Gli effetti di sovradosaggio di un farmaco, inoltre, sono imprevedibili. «A volte sono evidenti: con gli antipertensivi la pressione si abbassa troppo e la persona non riesce a stare in piedi, mentre altri farmaci provocano sonnolenza o convulsioni. Altre volte gli effetti del sovradosaggio sono opposti a quelli terapeutici: è così, ad esempio, che un sovradosaggio di ASA (acido acetilsalicilico) induce rialzo della temperatura». I casi più pericolosi sono quelli dei farmaci che provocano sintomi subdoli, che possono essere imputati ad altre cause con perdita di tempo prezioso per le cure adeguate.


Medicine e bambini

Spesso a essere vittime di intossicazioni sono i più piccoli. Un esempio? I genitori leggono di fretta il foglietto illustrativo sbagliando la somministrazione (foglietto illustrativo che però, spesso, è scarsamente intellegibile anche per medici e farmacisti!). «I casi più frequenti riguardano gli anti-tosse, ma anche gli antibiotici da diluire prima dell’uso, che troppo spesso vengono erroneamente somministrati in polvere, prima di diluirli, somministrando così dosi anche 15-20 volte superiori alla norma». Da qui l’importanza di una corretta informazione e, in caso di dubbi, di chiedere spiegazioni al medico o al farmacista prima di somministrare il farmaco.


Non esistono farmaci “banali”

Gli errori spesso si commettono con medicinali che pensiamo di conoscere e ai quali prestiamo meno attenzione. È questo il caso del paracetamolo: «un ottimo farmaco, che in dosi eccessive diventa un veleno lesionale, potenzialmente letale. Il sovradosaggio può condurre a epatiti gravissime o a trapianto di fegato. Negli Stati Uniti e in Inghilterra, dove esistono confezioni da 200 compresse, è la prima causa di intossicazione da farmaci. E nel mondo è una delle prime cause di trapianto di fegato e di morte per insufficienza epatica acuta». Ma come si può arrivare al sovradosaggio, specialmente nei bambini? A volte si pensa che gocce e sciroppo abbiano la stessa concentrazione (nelle prime, invece, è molto maggiore) o si avvicinano troppo le somministrazioni. Oppure si mischiano le forme farmaceutiche: il bambino sputa le gocce, si prova con lo sciroppo e poco dopo, se la febbre non scende subito, si aggiunge una supposta che, magari, per errore è da adulti. Così il paracetamolo può trasformarsi in un veleno: come altri farmaci, i più temibili, agisce in modo subdolo con ritardo della diagnosi che può arrivare dopo 2-3 giorni, quando ci sono già danni agli organi interni. Da qui la necessità di essere con tutti i farmaci, che vengano impiegati per la prima volta o tutti i giorni, sempre attenti e informati.

IL CENTRO ANTIVELENI DI PAVIA

È l’unico con un servizio di tossicologia e farmacologia d’urgenza che rimane attivo 7/7 giorni e h24 senza deviare le consulenze su altri servizi. Il Centro Antiveleni è un’eccellenza nazionale per la diagnosi e il trattamento delle intossicazioni causate da farmaci, metalli, monossido di carbonio, morsi di animali (sono qui la Banca Antidoti e la Banca Dati Nazionale Analisi Tossicologiche), con mandato per il terrorismo, le nuove droghe e gli incidenti chimici.


TUTTO IN ORDINE

I farmaci devono essere conservati in un luogo fresco e asciutto, lontani dalla luce diretta e dai bambini, ma anche da persone molto anziane. Se dobbiamo trasportarli, verifichiamo le modalità di conservazione. Prima di assumerli, controlliamo l’integrità della confezione e la data di scadenza ricordando che colliri, sciroppi, gocce e spray, una volta aperti, scadono prima. Portiamo le confezioni scadute in farmacia negli appositi contenitori.


LA TERAPIA: ATTENZIONE AGLI ORARI

L’assunzione errata dei farmaci è molto frequente tra gli anziani, soprattutto con anticoagulanti o antipertensivi. Un esempio? Appena svegli si prende la terapia, ci si riaddormenta e, a colazione, si assume di nuovo la stessa medicina. La gravità dell’evento dipende da molti fattori: dal farmaco, dalla dose, dallo stato di salute. Può essere necessario eliminare o ridurre le dosi successive o recarsi in pronto soccorso: solo il medico o il Centro Antiveleni possono valutare in modo adeguato la situazione fornendo indicazioni precise alla persona o al caregiver. Per evitare assunzioni errate, si consiglia di rispettare le indicazioni su dosi, modalità e tempo di somministrazione e di non interrompere o modificare la terapia senza avvisare il medico. In caso di dubbi, non bisogna esitare e rivolgersi al medico o al farmacista. È poi importante tenere in vista un pro-memoria con la terapia e conservare intatte le confezioni dei medicinali, compresi i foglietti illustrativi.

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