ANETO: IL CIBO DEI GLADIATORI


Perfetto per aromatizzare piatti di carne alla griglia, minestre e insalate, l’aneto è un’erba aromatica dal forte aroma che ricorda l’anice o il finocchietto selvatico. Utilizzato sin dall’antichità, presenta straordinarie proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e antibatteriche.


Viene soprannominato “finocchietto fetido” e “bastardo”, ma se si pensa alle proprietà benefiche dell’aneto, è chiaro quanto poco gli si renda giustizia. Di origine asiatica, appartiene alla famiglia delle Apiacee o Ombrellifere ed è un’erba aromatica, molto simile al finocchio selvatico, tant’è che spesso queste due piante vengono confuse l’una con l’altra, ma dal gusto e dalle proprietà sicuramente diverse. Classificata in botanica con il nome della specie “Anethum graveolens” è una pianta erbacea oramai naturalizzata nell’Europa Meridionale; in Italia si trova soprattutto al Nord, tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia e in parte al centro nelle Marche, Abruzzo e Molise.



CURIOSITÀ STORICHE


L’uso dell’aneto nella medicina popolare iniziò già presso i Greci, convinti che questa pianta fosse capace di sedare attacchi epilettici e annullare sortilegi. Ancora oggi viene utilizzata in alcuni rituali esoterici. Nelle cucine dell’antica Roma l’aneto abbondava soprattutto nel cibo dei gladiatori, perché si pensava avesse la capacità di aumentare la forza fisica. Nel Medioevo invece era apprezzato come rimedio naturale per i disturbi dello stomaco e dell’insonnia. Infine, negli Stati Uniti, i suoi semi misti a quelli di finocchio, venivano dati da masticare ai bambini per farli stare buoni in chiesa durante i lunghi sermoni. In molti lo considerano di fatto l’antenato del chewingum.



PROPRIETÀ NUTRIZIONALI


La sua composizione chimica ha un quadro sicuramente interessante. La pianta è caratterizzata dalla presenza di una vasta gamma di minerali, come il ferro, il manganese e il potassio. Importanti anche i contenuti vitaminici, dalla provitamina A (beta-carotene) alla vitamina C e a quelle del gruppo B. Il profilo si completa con una composizione in aminoacidi essenziali e una discreta parte in carboidrati e fibre. Mentre l’acqua varia in base allo stato del frutto, se fresco o essiccato. La presenza lipidica nell’aneto è relativamente consistente, ma rappresenta la parte di maggiore pregio per le costituenti aromatiche che contiene. Queste conferiscono al vegetale profumazione e sapore tanto caratteristici.



UN RIMEDIO NATURALE PER MOLTI DISTURBI


Le proprietà terapeutiche che la medicina popolare ha riconosciuto alla pianta sono diverse: digestive; carminative, particolarmente utile in caso di dispepsia e nel trattamento di un’anomala fermentazione intestinale (causa di meteorismo, flatulenza, diarrea infettiva) e quelle sedative e antispasmodiche contro coliche intestinali di origine nervosa e coliche infantili, vomito nervoso, crampi addominali e il singhiozzo di neonati e bambini.



UN CONCENTRATO DI BENEFICI


Nello specifico è una pianta ottima per chi ha problemi di digestione, meteorismo, coliche e crampi allo stomaco. Combatte l’alitosi e grazie al suo potere diuretico è un rimedio naturale per la cellulite e la ritenzione idrica. La presenza di alcuni oli essenziali permette di stimolare la bile e i succhi gastrici, migliorando la peristalsi intestinale.


Ha inoltre doti depurative e calmanti. Bere un infuso di semi di aneto, prima di coricarsi, aiuta a riposare meglio. Sembra avere anche proprietà antimicrobiche e antifungine; un ottimo alleato dunque del sistema immunitario. Vanta inoltre proprietà anticancro grazie alla presenza di alcuni principi attivi chiamati monterpeni.



CONTROINDICAZIONI


È sconsigliato in gravidanza e durante l’allattamento. Dovrebbero evitarlo anche chi soffre di infiammazioni alle vie urinarie, di epilessia o di pressione bassa. Ha effetti fotosensibilizzanti ed è controindicato per chi si espone ai raggi solari e chi si sottopone a trattamenti con raggi ultravioletti, tipo lampade abbronzanti. Potrebbe inoltre causare reazioni allergiche in soggetti sensibili.



L’ANETO IN CUCINA


Pur non essendo tanto diffuso in Italia, al contrario di ciò che accade in Oriente e in altri paesi europei, l’aneto in cucina è sicuramente molto versatile. Si possono utilizzare sia le foglie dal gusto dolce, che i semi dal colore marrone-verdi e dal sapore più aromatico e pungente. Una volta essiccati, dai semi si può ricavare anche un olio. In generale questa erba aromatica si abbina bene alle verdure bollite, alle carni cotte alla griglia, ai pesci grassi e alle marinate. Ottimo da spolverizzare sulle uova sode. Le foglie, fresche o secche, sono impiegate per aromatizzare insalate, pesci, carni e salse; mentre i semi servono per profumare i liquori e le confetture, l’olio d’oliva e l’aceto. In Germania e in Ungheria l’aneto è usato per preparare sottaceti agrodolci, mentre in Scandinavia insaporisce salmone, uova, molluschi, patate e zuppe. In Grecia, le foglie accompagnano la feta e i legumi, mentre con i semi viene arricchito l’impasto del pane.


 

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