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Halloween in Italia tra sacro e profano


Zucche, ragni, pipistrelli e cappelli a punta. Sono i protagonisti della festa di Halloween che da anni ha conquistato grandi e piccini di tutto il mondo. Anche l’Italia il 31 ottobre celebra il culto dei morti tra storie e tradizioni.



di Stefania Antonetti



Durante la notte tra il 31 ottobre e il 1 novembre adolescenti ma soprattutto bambini, girano di casa in casa mascherati da creature mostruose per il famoso rito: “dolcetto o scherzetto”. Gli abitanti della casa possono “salvarsi” dagli scherzi a tinte macabre solo regalando dolcetti ai bambini.



SFATIAMO UN MITO


Halloween non è una festa americana. Si pensa infatti sia nata in Irlanda, sulla scia di una festa antichissima chiamata “Samhain”, il Capodanno celtico, che segnava il passaggio dall’estate all’inverno e dal vecchio al nuovo anno. Si racconta, che in tale giorno, l’aldilà si fondesse con il mondo dei vivi e che gli spiriti potessero tornare a vagare sulla terra. “Halloween” che deriva dall’arcaico “All Hallows’ Eve“ e vuol dire: “la vigilia di tutti i Santi” sbarca in America attraverso le migrazioni. Nell’800’ molti irlandesi, spinti dalla povertà, fecero rotta per il Nuovo Mondo, portando con sé le loro tradizioni.



RAPE, ZUCCHE E LA LEGGENDA DI JACK O’ LANTERN


Sempre in Irlanda sarebbe nata la leggenda secondo la quale Jack fu condannato a vagare di notte in giro per il mondo con la sola luce di una zucca svuotata e illuminata da una candela. Un fabbro furbo, spilorcio e ubriacone che una sera incontrò il diavolo in un pub vendendo la sua anima. Reo dei tanti peccati, fu rifiutato dal paradiso e una volta arrivato all’inferno, il diavolo gli ricordò i suoi malefatti, costringendolo a vagare per l’eternità. Da qui anche l’usanza di posizionare la notte di Halloween delle zucche sulla porta per scacciare Jack



TRACCE DI HALLOWEEN IN ITALIA


Le prime testimonianze della festa di Halloween in Italia appaiono negli anni ’60, nelle traduzioni dei fumetti d’oltreoceano (primo fra tutti “I Peanuts”). Ma la vera “invasione” è iniziata intorno alla metà degli anni 90’ con l’omonimo film horror di John Carpenter, le serie Tv, i fumetti, i giochi e i film per adolescenti. Ma anche le tante immagini di bambini e ragazzi che si divertivano a mascherarsi da mostri girando di notte per la città al grido di: “dolcetto o scherzetto”.



HALLOWEEN ITALIANO: SI DISCUTE


Con l’avvicinarsi del 31 Ottobre nel calderone dei social, tv e giornali, finiscono fazioni e reazioni diverse. Gli integralisti parlano di tradizione diabolica, culto della morte in versione pop e altri epiteti simili. Mentre i laici secolaristi fanno spallucce e danno ragione a chi la definisce una festa consumista, ma non per questo la condannano. Ma siamo sicuri che Halloween sia davvero solo una moda importata?



IN ITALIA HALLOWEEN C’ERA GIÀ


Gli studiosi confermano che sono molteplici le usanze collegate a questa festa. Tradizioni popolari, usanze antichissime, alcune in vita ancora oggi nella nostra Penisola. Esperti e storici attribuiscono addirittura l’origine di Halloween a delle festività romane. Precisamente alla festa dedicata a Pomona, dea dei frutti e dei semi o a quella romana dedicata ai morti: Parentalia (parentes).



LE TRADIZIONI REGIONALI PER LA FESTA DEI MORTI


Tradizioni rintracciabili in Valle d’Aosta e in Puglia nella notte dell’1 novembre dove si accendono falò davanti ai quali si veglia fino all’alba. In Sicilia tra l’1 e il 2 novembre i “morticeddi” portano in dono ai più piccoli pupi di zucchero e biscotti detti “crozze ri morti” (ossa di morto), attestati anche in Veneto. In molte regioni si usa ancora apparecchiare e cucinare per i defunti, mentre in Emilia, nel Centro Italia e al Sud si chiede l’elemosina in nome dei morti. L’adagio “dolcetto o scherzetto?” ricorda da vicino il sardo su “mortu mortu”, che i bambini pronunciano bussando alle porte delle case per chiedere dolcetti e piccole offerte “pro sas ànimas”. La zucca intagliata, si trovava anche in Calabria già a metà degli anni 50’, dove nel giorno dei morti i bambini  andavano per le case, portando una zucca svuotata e lavorata a mo’ di teschio, nel cui interno era accesa una candela”. Tradizione analoga è segnalata nel nord della Sardegna, dove i racconti parlano di barattoli di latta forati e usati per lo stesso scopo.



SAMHAINOFOBIA: PAURA DI HALLOWEEN


E se avete terrore di Halloween? Allora dovreste soffrire proprio della celeberrima Samhainofobia che, come rivela Fobie.com, sarebbe proprio la paura della nota festa celtica. Dedicata a chi nella notte delle streghe è avvolto dal panico. Secondo la psicologia però Halloween farebbe bene ai bambini perché aiuterebbe ad esorcizzare la paura e quindi a crescere.





TRIORA UN BORGO DA BRIVIDO


Magia collettiva e riti propiziatori caratterizzano il “Samhain” di Triora, borgo dell’entroterra ligure (Imperia) meglio conosciuto come il “Paese delle streghe”. Abitazioni adornate con scope di vimini, un intreccio di vie strette e vicoli bui nel centro storico rendono l’atmosfera davvero da brivido, soprattutto se si conosce la storia di questo borgo, protagonista nel 500’ di uno dei più grandi processi alle streghe mai avvenuto in Italia. Da visitare la Cabotina, il luogo dove la leggenda narra si incontrassero le streghe e il museo Etnografico e della Stregoneria.

Non sarà difficile immergersi nell’atmosfera di festa, con danze e spettacoli folcloristici attorno al fuoco, mercatini tematici, seminari e workshop per i più grandi e laboratori per bambini fatti dai bambini.



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