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AGRICOLTURA BIODINAMICA


Una fattoria che diventa un vero e proprio organismo vivente che opera basandosi sui cicli lunari e zodiacali. E’ l’agricoltura biodinamica. Obiettivo: salvaguardare la biodiversità animale e vegetale con un pizzico di magia. Ma gli scienziati si oppongono: “E’ una truffa. Più dannosa che conveniente”



di Stefania Antonetti



Osannata ma anche criticata e disprezzata. E’ l’agricoltura biodinamica un fenomeno sempre più diffuso. L’Italia è infatti al terzo posto, dopo Germania e Francia, tra i Paesi europei per superficie destinata all’agricoltura biodinamica con oltre 4.500 aziende. Più del 50% del raccolto italiano viene esportato in Giappone, negli Stati Uniti e nella Penisola Scandinava.



COSA SIGNIFICA BIODINAMICA?


La definizione “Biodinamico” deriva dalle parole greche “bio”, che significa “vita” e “dyn”, che significa “forza”. Applicato all’agricoltura si traduce in “lavorare con le forze o i processi della vita”. Una tipologia di agricoltura che considera il terreno, le piante e la fauna come elementi di un sistema perfettamente bilanciato e che non necessita di interventi esterni.



I PRINCIPI BASE E GLI STRUMENTI


E’ un metodo agricolo che ha come obiettivo quello di ottenere prodotti dalla terra lavorando in sintonia con i cicli naturali e sfruttandone l’energia. Tutto avviene secondo le fasi lunari e i segni zodiacali che determinano la rotazione delle colture, la coltivazione e la semina. Stabilire quindi un equilibrio tra produzione agricola ed ecosistema, accrescendo la qualità dei prodotti e salvaguardando la biodiversità animale e vegetale. Evitare così di danneggiare il terreno con sostanze chimiche. Le piante, gli animali e lo stesso contadino, ma anche gli scarti, dalle deiezioni degli animali alle parti della pianta che restano al suolo dopo il raccolto, contribuiscono a fertilizzare, nutrire e mantenere in salute l’intero ecosistema.



RUDOLF STEINER IL PADRE DELL’AGRICOLTURA BIODINAMICA


Filosofo austriaco e ideatore anche del metodo educativo di Waldorf, Steiner visse tra fine ‘800 e inizio ‘900. Da sempre interessato all’esoterismo, si avvicinò all’agronomia su richiesta dei contadini dell’epoca con l’intento di incrementare la produzione dei propri terreni. Fu così che gettò le basi delle pratiche degli agricoltori biodinamici. Nel 1924 tenne una serie di incontri con dei contadini per trovare una soluzione che non impiegasse additivi chimici per l’allevamento e la coltivazione nelle fattorie. Formulò così la sua idea di biodinamica.



PRINCIPI NATURALI PER FERTILIZZARE LA TERRA


La base di tutto è l’utilizzo di preparati biodinamici fondamentali per fertilizzare il suolo, capaci di trasferire le forze cosmiche e soprannaturali alla terra. Per creare tali preparati si contano erbe e minerali come l’achillea, il tarassaco, l’equiseto e la valeriana. Steiner ne individua nove tipi. Il più famoso e tanto discusso è il “Preparato 500, cornoletame”. Preparato che prevede l’utilizzo del letame di vacca, che abbia partorito almeno una volta. Il letame viene messo all’interno di un corno di vacca, seppellito e lasciato fermentare sotto terra per tutto l’inverno. Dissotterrato, si miscela con dell’acqua tiepida o piovana e si dinamizza, si mescola per un’ora creando dei vortici. Infine si distribuisce al suolo con la pompa a spalla.



ALTRI PREPARATI BIODINAMICI


Altrettanto discusso è il “Preparato 502”. A base di fiori di achillea che viene messo in vesciche di cervo, dopo averli essiccati al sole per tutta l’estate. Poi si sotterra tutto. Ma anche il “Preparato 505”. Quest’ultimo prevede l’utilizzo di corteccia di quercia legata al teschio di un animale domestico da immergere in una pozza d’acqua corrente. Alcuni studi hanno dimostrato che i micro-organismi e la stessa struttura del suolo sembrano godere di effetti positivi, quali maggiore fertilità e biodiversità, accelerando la fase di compostaggio e stimoli allo sviluppo della crescita delle piante.



UNA “TRUFFA SCIENTIFICA”


“E’ una truffa. Basta con tecniche da stregoni” dichiarano gli scienziati che si oppongono con veemenza. E l’assenza di scientificità nelle pratiche biodinamiche viene denunciata in Senato con la pubblicazione di una lettera dove gli stessi domandano: “Può il Paese di Galileo Galilei sostenere economicamente pratiche magiche, peraltro facenti capo a un marchio registrato estero?”. Scienziati dunque contro “stregoni” ed “esoteristi”. Si riaccende così il dibattito fra sostenitori delle colture biodinamiche e chi invece difende le coltivazioni che non passano per le metodologie di quel tipo.



PRO > i vantaggi dell’agricoltura biodinamica


Tra i vantaggi dell’agricoltura biodinamica c’è il divieto di usare ogm, concimi chimici e pesticidi, comprese le sostanze consentite nel biologico, come il rame e l’acido citrico. Il terreno raggiunge le migliori performance. Dati, che sono anche doppi rispetto all’agricoltura biologica, per ciò che riguarda la tenuta dei terreni in termini di erosione e desertificazione. Ma non solo: questi terreni reagiscono meglio ai mutamenti climatici perché risultano più forti ed efficienti, tutelano la biodiversità e consumano meno risorse idriche. La loro capacità di ospitare una maggiore varietà di piante, animali e micro-organismi, fa sì che si ottenga un ecosistema più forte, capace di affrontare al meglio le situazioni di stress, come il riscaldamento globale.



CONTRO > gli svantaggi dell’agricoltura biodinamica


Gli svantaggi dell’agricoltura biodinamica sono i prezzi esagerati dei prodotti in vendita e il fatto che non esistono piante infestanti da eliminare. Sono considerate tutte utili e quindi la minaccia di uno sviluppo ottimale della pianta è più che consistente. Seguendo i cicli lunari e i segni zodiacali, sia per la semina che per i lavori nei campi, l’agricoltura biodinamica è più lenta rispetto a quella convenzionale. Il metodo di coltivazione possiede inoltre limiti legati al fatto che non esistono prove scientifiche. Esso è legato all’uso di pratiche esoteriche, che sfuggono alle regole empiriche. Infine, la visione olistica si trasla anche alle persone che si occupano della coltivazione: tutti vivono in armonia con la natura e il cosmo. Una vera e propria filosofia, se non addirittura una “religione”.



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