• Luisa Castellini

Rapa Nui


L’isola dei giganti di pietra

Situata sulla dorsale pacifica, a largo delle coste del Cile, l’Isola di Pasqua è uno dei luoghi più misteriosi del pianeta. I locali la chiamano “Rapa Nui”, letteralmente “grande roccia”, un luogo magico popolato oggi da appena 2000 abitanti e da 1000 statue di pietra. Si tratta dei maestosi Moai, gli enormi monoliti – alti dai 2,5 a 10 metri, ricavati nel 1000 d.C. da un unico blocco di tufo lavico – che fanno da guardia a questo piccolo lembo di terra punteggiato da quattro vulcani inattivi (Poike, Rano Kau, Terevaka e Rano Raraku), catapultando il visitatore agli albori della civiltà polinesiana.

Secondo una leggenda, infatti, questi colossi – che dovevano catturare i “mana” (poteri soprannaturali) e favorire la protezione degli dei – si muovevano grazie a una forza misteriosa che solo due sacerdoti erano in grado di controllare. Un giorno, però, i due officianti scomparvero e da lì il lavoro di costruzione delle statue fu sospeso, motivo per cui molte di esse sono rimaste incompiute.

L’isola dei giganti di pietra è raggiungibile dall’aeroporto di Santiago del Cile in circa cinque ore e offre escursioni a cavallo e in bicicletta, trekking e passeggiate, immersioni subacquee e momenti di relax sulle sue candide distese di spiaggia. Il villaggio di Hanga Roa, cuore turistico di Rapa Nui, è la base ideale per poter visitare l’isola in tutta tranquillità. Punto di partenza per orientarsi nella storia e nella cultura locale è il Museo Antropologico Sebastian Englert: armi di basalto, tavolette votive e frammenti di Moai permettono di ricostruire le vicende delle genti che l’hanno abitata e di scoprire l’oscura storia che l’ha portata a perdere quasi tutta la sua popolazione. La maggior parte della superficie è coperta dal Parco Nazionale Rapa Nui che al suo interno comprende suggestive testimonianze archeologiche e naturalistiche: le grotte di lava solidificata di Ana Te Pahu, il possente Ahu Akivi con i Moai orientati per seguire le costellazioni (e indicare i giorni migliori per i raccolti e la semina) e il villaggio cerimoniale di Orongo, inerpicato su una rupe che offre una vista mozzafiato sull’Oceano.

Per chi volesse rilassarsi la spiaggia di Anakena, la più grande e bella dell’isola, offre una sottile lingua di sabbia bianchissima incorniciata da palme e acque piatte, l’ideale per un tuffo o per un po’ di snorkeling. Tornando da questo piccolo angolo di paradiso, pit-stop obbligato nel porticciolo di Hanga Roa per prenotare un’immersione alla scoperta delle incredibili creature che popolano l’ambiente sottomarino. La sera, dopo una cena a base di pesce, coccolati dal vento e dai profumi dell’isola, impossibile non lasciarsi “rallegrare” dagli ipnotici spettacoli di danza polinesiana e da un buon Pisco Sour, il cocktail nazionale dal gusto deciso e profumato.

Foto © Depositphotos.com

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