top of page

Il cuore in vacanza


Città roventi, spiagge affollate ma anche escursioni troppo impegnative possono mettere alla prova la salute cardiovascolare. Idratazione, stile di vita, farmaci e viaggi in aereo Lidia Rota Vender • Specialista in Ematologia • Presidente di ALT Onlus - Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari > trombosi.org Paola Santalucia • Responsabile Neurologia d’Urgenza e Stroke Unit, Riabilitazione Neurovascolare • IRCCS Centro Neurolesi Bonino Pulejo Ospedale Piemonte, Messina • Vicepresidente di ALT- Onlus Estate, tempo di vacanze e spesso di estremi, dal caldo torrido delle spiagge affollate alle escursioni in alta montagna, anche per chi è più sedentario e magari soffre di problemi cardiovascolari. Da qui la necessità di partire ben informati perché le malattie da trombosi - come l’infarto del miocardio, l’ictus cerebrale e l’embolia polmonare - che sono la prima causa di morte e colpiscono il doppio del cancro, sono spesso subdole. L’estate rischia di mettere in crisi i cuori più fragili: chi segue una cura per una malattia cronica o è stato colpito da un evento acuto. Questo a causa delle temperature elevate, della necessità di una maggiore assunzione di liquidi spesso mal interpretata (chi beve troppo, chi troppo poco) e della disidratazione legata ad attività fisicamente impegnative. Uno studio giapponese ha dimostrato, ad esempio, che i ricoverati per scompenso cardiaco in estate sono non “solo” più numerosi ma anche più fragili: hanno una frazione di eiezione minore, una cardiopatia più grave, e a fronte di cure più aggressive hanno comunque un tasso di mortalità maggiore. Chi assume diuretici starà attento alla sudorazione eccessiva che di solito si compensa facilmente con l’assunzione di liquidi e una dieta ricca di frutta e verdura. Se uno stile di vita sano ed equilibrato e l’attenzione alle terapie sono sempre importanti ecco le accortezze che d’estate e in viaggio possono fare la differenza.

Mare o montagna? Le raccomandazioni Quando le temperature aumentano il corpo reagisce con la sudorazione e la dispersione di sali e liquidi. La pressione scende, il cuore batte più rapidamente e il respiro può diventare affannoso. Meglio quindi stare attenti a sintomi come una caduta della pressione arteriosa, un senso di mancamento o di vertigine o comunque di affaticamento, in particolare ai cambi di posizione. A prescindere dalla meta, prima della partenza è importante una visita dal medico curante e la verifica delle condizioni sanitarie all’arrivo e di eventuali riferimenti in caso di emergenza. Durante il giorno è bene assumere almeno cinque porzioni di frutta e verdura per ottenere il giusto apporto di antiossidanti, salvo diversa indicazione del medico curante, problemi gastrointestinali o diabete. Fondamentale bere tre litri di acqua al giorno povera di sodio, a piccoli sorsi, non gasata e non gelida. Durante i pasti, invece, è meglio limitarsi a mezzo bicchiere per evitare che lo stomaco si gonfi eccessivamente, provocando disturbi e prolungando la digestione. Misurare regolarmente la pressione su entrambe le braccia e assumere la terapia - con le variazioni eventualmente suggerite dal medico - è indispensabile: a prescindere dal fuso orario è meglio seguire l’orario italiano. Se la vacanza è al mare, in spiaggia sceglieremo le ore più fresche della giornata, approfitteremo dell’ombra, indosseremo cappello e occhiali da sole e non lesineremo la crema con filtro solare. Alcuni farmaci - come quelli per la cura delle aritmie - possono rendere la cute particolarmente fotosensibile: ecco una buona domanda per il nostro medico prima della partenza. Infine saremo cauti con l’attività fisica. Una bella camminata in acqua fino alla coscia per almeno 40 minuti è un ottimo esercizio per mantenersi in forma e migliorare la circolazione: per proteggere le gambe sarà importante evitare di esporle direttamente al sole. Per chi va in vacanza in montagna, invece, è bene non salire oltre i 2500 -3000 metri. Qui il respiro diventa frequente, i globuli rossi trasportano meno ossigeno del necessario e il sangue ha maggiore tendenza alla coagulazione. È importante non pretendere troppo dal proprio fisico e ricordarsi di bere adeguatamente e di consumare frutta e verdura e pochi grassi.

La sindrome da classe economica Chi prende l’aereo per spostarsi verso mete lontane, con oltre 6 ore di volo, dovrà fare attenzione all’embolia polmonare. Una malattia che, in presenza di eventuali flebiti pregresse, accumulo di grasso a livello addominale e indumenti troppo stretti, può essere causata anche da posizioni scorrette assunte per lunghi periodi di tempo non necessariamente in volo. I soggetti più a rischio sono gli obesi, i forti fumatori, chi ha sofferto di flebite, chi è sotto l’effetto di cure ormonali e le donne in gravidanza. Su 1 milione di passeggeri, 27 sono colpiti da embolia polmonare mentre su 10.000 passeggeri 5 sono colpiti da trombosi venosa profonda. Spesso non dà sintomi e si risolve spontaneamente, rendendo difficile la diagnosi, ma può anche verificarsi a distanza di ore o giorni dopo il volo. Chiunque affronti un viaggio impegnativo e, in particolare, i soggetti più a rischio, devono bere molta acqua, vestirsi con biancheria morbida di cotone, usare calze elastiche, compiere movimenti con le dita dei piedi e i polpacci per facilitare il ritorno del sangue al cuore e, se necessario, assumere eparina sotto indicazione del medico. Inoltre, è fondamentale prestare attenzione ai campanelli d’allarme: gonfiore alle gambe con dolore, arrossamento o comparsa di un cordone duro lungo il percorso della vena. Ipertensione e alta quota Nessuna meta è proibita, basta seguire il Decalogo del Buonsenso ad Alta Quota di ALT, che consiglia di non andare oltre i 2500-3000 metri, di premunirsi contro le basse temperature, che aumentano la pressione, e di limitare le attività intense. E, ancora, di evitare alcol e fumo, fare più spuntini con cibi con pochi grassi e sale e avere sempre almeno 1/2 litro d’acqua. È importante assumere con regolarità i farmaci, monitorare i dati sanguigni, annotare le proprie generalità con eventuali allergie, malattie e terapia. Meglio partire con un piccolo kit con terapia quotidiana, repellente per insetti, bende elastiche, lassativi, antinfiammatori, antibiotici, antidiarroici, antidolorifici, cerotti, sonniferi, apparecchio per la pressione, bombolette di ossigeno e consapevolezza delle proprie possibilità, limiti compresi. Foto ©Depositphotos.com

bottom of page