• Dott.ssa Patrizia Bonadonna

Punti dall’estate


Ci sorprendono ai bordi della piscina, sui prati o nella cassetta delle lettere. Api, vespe e calabroni colpiscono ogni anno 5 milioni di italiani: ben 400mila svilupperanno una reazione allergica. Ma non sono i soli, perché le allergie non vanno in vacanza. La prevenzione, i campanelli d’allarme, la gestione delle emergenze, l’immunoterapia specifica Con la collaborazione di Patrizia Bonadonna • Dirigente medico dell’USD di Allergologia dell’Azienda Ospedaliera di Verona - Responsabile del settore Allergologico per la cura degli allergici al veleno di imenotteri • Comitato scientifico di FederAsma e Allergie Onlus > federasmaeallergie.org Gli allergici lo sanno. Salutata la primavera, l’estate non è da meno. Basta domandarlo a chi è sensibile alle graminacee, che possono liberare i propri pollini fino a settembre come la temutissima ambrosia. Oppure pensare agli acari e alle muffe, che si accumulano nelle case delle vacanze chiuse da mesi. Non ultime le allergie che ci attendono sulla tavola dell’estate con i crostacei e la frutta con nocciolo. Senza dimenticare, ovviamente, i “protagonisti” della bella stagione: api, vespe e calabroni. I soggetti a rischio Capita, almeno una volta nella vita, a 9 persone su 10. A volte si tratta di una vespa o di un calabrone, più spesso di un’ape. A essere più facilmente nel bersaglio degli imenotteri sono apicoltori, forestali e chi lavora nelle serre ma anche chi, banalmente, vive e soggiorna spesso in campagna o conduce una vita all’aria aperta come gli sportivi o gli escursionisti. I soggetti più a rischio sono gli anziani e i cardiopatici che in caso di shock anafilattico o comunque di reazione sistemica reagiscono meno alle cure per i farmaci che assumono. In Italia si registrano 10-20 casi di morti l’anno causate da shock anafilattico in seguito alla puntura di un imenottero. Le punture e le prime cure La maggior parte delle volte (dal 2,4 al 26%) la reazione a una puntura si limita a un gonfiore locale a cui può aggiungersi un piccolo pomfo, ovvero un rigonfiamento circoscritto della pelle, e più o meno dolore. I sintomi di solito regrediscono spontaneamente o con l’applicazione di ghiaccio o creme cortisoniche e antibatteriche. «Esiste però la possibilità che il veleno, inoculato dall’insetto al momento della puntura, possa determinare in soggetti predisposti o sensibilizzati, una reazione allergica» spiega Patrizia Bonadonna, allergologa a Verona. «In taluni casi il pomfo può essere più grande, superare i 10 cm di diametro e provocare prurito e rossore: in questi casi siamo già di fronte ad una reazione allergica, però lieve, chiamata reazione locale estesa». Ghiaccio e pomata cortisonica con antibiotico sono la terapia di prima scelta a cui, se la situazione non migliora, si può aggiungere del cortisone per via orale. La reazione allergica e lo shock anafilattico La situazione è ben diversa «quando dopo la puntura dell’insetto vengono coinvolte zone diverse da quella dove si è stati morsi» prosegue Bonadonna. Formicolio, orticaria, gonfiori in zone del corpo e del volto diversi dalla sede della puntura devono immediatamente mettere in allerta. «In questi casi la reazione allergica è di tipo sistemico (dal 1 all’8,9%) e non c’è tempo da perdere: bisogna immediatamente recarsi al pronto soccorso per le cure d’emergenza necessarie». Senza un intervento tempestivo la reazione allergica può continuare con dispnea, asma, broncospasmo fino all’edema della glottide, che può causare soffocamento. Lo shock anafilattico può comportare infatti soffocamento o un abbassamento importante e repentino della pressione. Se si ha con sé il kit di adrenalina auto iniettabile bisogna impiegarlo prima possibile. Il kit salvavita con l’adrenalina «Oltre a sottoporsi all’immunoterapia specifica, i soggetti allergici al veleno di imenottero devono avere sempre con sé il kit salvavita che consiste in un preparato a base di adrenalina per auto-somministrazione. L’adrenalina è infatti l’unico potente antiallergico in grado di agire tempestivamente nella fase acuta e l’auto-iniettore è lo strumento medico che consente di iniettarla in circa 10 secondi. Quanto prima viene somministrata tanto maggiore è la sua efficacia». Il kit con l’adrenalina è un farmaco salvavita ed è fornito gratuitamente dal Sistema Sanitario Nazionale. I test allergologici Vengono svolti dopo la prima reazione allergica sistemica per confermare il veleno al quale il soggetto è allergico e impostare l’adeguata immunoterapia, che nel caso degli imenotteri è particolarmente efficace con percentuali di successo intorno al 97%. I test, cutanei e del sangue, si eseguono in ospedale in centri specializzati e «consistono nell’inoculazione di dosi molto diluite di veleno di api, vespa comune, vespa polistes dominulus e calabrone. In base alla reazione il medico è in grado di diagnosticare se la persona è allergica o meno. Il tempo necessario per effettuare i test è di circa un’ora e mezza». L’immunoterapia specifica Chiamata spesso impropriamente “vaccino”, è la terapia che desensibilizza il soggetto dall’allergene al quale è sensibile attraverso la somministrazione di dosi progressivamente crescenti. Da qui l’importanza dell’esatta esecuzione dei test cutanei e sierologici. «Una volta raggiunta l’immunizzazione, la terapia di mantenimento consiste in una somministrazione ogni 40 giorni per 5 anni. La protezione ha una durata molto ampia, che arriva fino a 20 anni. Il consiglio per chi ha avuto una reazione allergica grave come lo shock anafilattico è di proseguire per tutta la vita». Le controindicazioni? «Non sono rilevanti. Possono farla tutti: giovani e anziani, comprese le donne in gravidanza e i bambini di ogni età. Per quanto riguarda l’età pediatrica i bambini hanno una prognosi e una storia naturale migliori». In viaggio I farmaci di emergenza per l’asma, gli antistaminici, i broncodilatatori e il kit salvavita di adrenalina non devono mai mancare nel bagaglio dell’allergico. Se ci si reca all’estero è meglio aggiungere la certificazione della malattia, il piano terapeutico completo dei principi attivi - le medicine non sempre hanno lo stesso nome, composizione e presentazione - e le indicazioni principali in caso di emergenza nella lingua locale. È consigliabile anche informarsi sull’ospedale o il centro medico più vicino. Per i viaggi in areo è necessario compilare un apposito documento per imbarcare l’adrenalina.

Imenotteri: i consigli dello specialista

PREVENZIONE. Attenzione a piscine e corsi d’acqua, nei prati e nei vigneti, alle persiane chiuse da mesi e alle cassette delle lettere, tutti possibili nidi ideali per api, vespe e calabroni. Ricordiamo poi che profumi, vestiti scuri e movimenti bruschi aumentano l’aggressività degli insetti.

RICONOSCERE IL TIPO DI PUNTURA. È utile per impostare una corretta diagnosi e terapia e la successiva immunoterapia specifica. L’ape punge una sola volta e poi muore: il pungiglione è seghettato e rimane in sede e va estratto il prima possibile. Ci si può aiutare con una punta smussa, anche con un’unghia, muovendo dal basso verso l’alto. Meglio evitare le pinzette o di schiacciarlo tra le dita: il sacco velenifero alla base del pungiglione potrebbe iniettare altro veleno. La vespa ha invece un pungiglione liscio quindi può pungere più volte. Il calabrone si distingue dalle dimensioni decisamente maggiori.

PRIME CURE. Di solito la reazione alla puntura è locale e regredisce spontaneamente: sono utili il ghiaccio e una pomata cortisonica e antibatterica.

DALL’ALLERGOLOGO. Quando la reazione alla puntura dura più di un giorno o ha un diametro di oltre 10 cm è bene consultare uno specialista in allergologia per una valutazione. Eventuali prove allergiche saranno eseguite dopo 3-4 settimane.

EMERGENZE. In caso di reazione sistemica e di shock anafilattico cercare di mantenere la calma, chiamare soccorso e se possibile impiegare immediatamente il kit salvavita con l’adrenalina autoinettabile.

Le allergie estive

A tavola > frutta e crostacei Oltre agli imenotteri, sono molti i rischi estivi per i soggetti allergici, soprattutto a tavola. I frutti di mare - crostacei, gamberi, scampi e molluschi - sono infatti tra i piatti prediletti dell’estate ma contengono allergeni che possono indurre reazioni soprattutto quando si inizia a consumarli, ovvero durante l’adolescenza. Anche la frutta, in particolare quella con nocciolo (pesche, albicocche e susine) può essere pericolosa in particolare per chi è già sensibile ai pollini a causa di possibili cross-reaction. Se soffriamo di un’allergia alimentare ricordiamo, in vacanza, che è un nostro diritto domandare di conoscere gli esatti ingredienti dei piatti che ci vengono serviti: in albergo all’arrivo è opportuno informare il responsabile della cucina e il direttore per non avere alcuna sorpresa sottolineando anche il pericolo della contaminazione con gli allergeni durante la preparazione dei pasti.

A casa > muffe e acariChiuse durante i mesi invernali le case delle vacanze diventano il regno della polvere e degli acari. Importante, allora, una robusta pulizia che si concentri sui tessili. Per bambini e allergici è bene impiegare gli appositi copricuscini e coprimaterassi che impediscono il passaggio dei prodotti della defecazione dell’acaro che scatenano la reazione allergica. Da non sottovalutare, poi, l’alternaria, un fungo che causa una muffa che cresce su frutta e verdura in decomposizione con la complicità di tassi di umidità elevati e temperature superiori ai 18°C.

Nell’aria > le fioriture estiveMeglio controllare il calendario pollinico prima di prenotare le vacanze per non avere brutte sorprese. Se le graminacee fioriscono fino a settembre anche l’ambrosia non è da meno e non è l’unica, senza dimenticare che in bassa montagna l’estate è il periodo della mietitura dei fieni. Il rischio è chiaro: soffrire in vacanza degli stessi sintomi primaverili come rinite, congiuntivite e asma. Da qui il consiglio: meglio optare per le località marine. Foto ©Depositphotos.com

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