I nonni: il valore aggiunto della società


Altro che peso. Sono loro il vero welfare in Italia. Un punto di riferimento, una risorsa di grande valore, un patrimonio di esperienza e saggezza cui attingere. Sono i nostri nonni. E a sancire il valore degli eterni custodi dell’infanzia c’è la Festa dei Nonni celebrata il 2 ottobre.


di Stefania Antonetti



Quei nonni! Lì, qui, ovunque! Un vero tesoro per nipoti e figli. Tanto vero quanto evidente. Coccole, giochi e anche vizi. Una figura onnipresente nella nostra infanzia celebrata in Italia il 2 ottobre. E a dispetto dei festeggiati è una ricorrenza piuttosto giovane. La Festa dei Nonni è stata infatti istituita per decreto dal Parlamento nel 2005. Un appuntamento che non viene celebrato contemporaneamente in tutto il mondo e cade in questo giorno solo nel nostro paese.



IL GIUSTO RICONOSCIMENTO


L’idea di un giorno nazionale da dedicare ai progenitori venne per prima a una casalinga del West Virginia, Marian Mc Quade. La signora, mamma di 15 figli e nonna di 40 nipoti, iniziò la sua “missione” nel 1970, ma lavorava con gli anziani già dal 1956. Nel 78’, l’allora Presidente americano Jimmy Carter, accettò definitivamente la richiesta e proclamò che la festa nazionale dei nonni “Grandparents Day” fosse celebrata ogni anno la prima domenica di settembre dopo il “Labor Day”. In Italia il “valore ufficiale” riconosciuto ai nostri nonni è arrivato un po’ più tardi. Abbiamo dovuto aspettare il 2005, quando grazie alla legge n. 159 del 31 luglio, è stata istituita pubblicamente la Festa dei Nonni come ricorrenza civile.



PERCHÉ IL 2 OTTOBRE


Una data particolarmente significativa nel mondo cattolico, poiché coincide nel calendario dei Santi con il ricordo liturgico degli angeli custodi. Inevitabile, dunque, il collegamento tra gli angeli custodi e le figure dei nonni “protettori” della famiglia e delle sue tradizioni. Un ruolo che ha assunto un’importanza sempre maggiore nella società italiana.



UN SOSTEGNO A MILIONI DI FAMIGLIE


“In più di una famiglia su tre, i nonni aiutano il bilancio domestico con una tendenza accentuata dalla crisi scatenata dalla pandemia”. È quanto emerge da una precedente rilevazione della Coldiretti. I nonni sono tornati ad accudire i nipoti sostenendo i genitori, soprattutto con il venire meno dello smart working, ma a volte contribuendo anche ai bilanci, soprattutto di chi si è trovato in difficoltà con la crisi. Il risultato è che la presenza di un pensionato in casa viene considerata dal 38% degli italiani un fattore determinante per contribuire al reddito familiare, mentre il 35% guarda ai nonni come un valido aiuto per seguire i bambini fuori dall’orario scolastico. C’è poi un 17% che ne apprezza i consigli e l’esperienza e un 4% che si avvantaggia del loro sostegno lavorativo a livello domestico”.



ALTRO CHE PESO!


“Solo un residuo 6% considera i pensionati un peso o un ostacolo. Come nella migliore tradizione agricola – spiega la Coldiretti – la presenza degli anziani fra le mura di casa è quindi quasi sempre considerata un valore aggiunto all’interno di un welfare familiare che deve fare i conti sia con la gestione delle risorse economiche disponibili, sia con quella del tempo e dei figli in situazioni dove molto spesso entrambi i genitori lavorano e sono fuori casa la maggior parte della giornata”.



UNA PRESENZA IMPORTANTE


“Anche rispetto alla funzione fondamentale di conservare le tradizioni alimentari e guidare i più giovani verso abitudini più salutari nelle scuole e nelle case. Uno stile nutrizionale – ricorda Coldiretti – basato sui prodotti della dieta mediterranea come pane, pasta, frutta, verdura, carne, olio extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari che ha consentito una speranza di vita tra le più alte a livello mondiale pari a 79,7 anni per gli uomini e 84,4 per le donne, anche se con la pandemia si è verificata una brusca inversione di tendenza”.



PREMIO NAZIONALE DEL NONNO E DELLA NONNA D’ITALIA


La legge n. 159 del 2005 ha istituito anche il Premio Nazionale del nonno e della nonna d’Italia, conferito ogni anno dal Presidente della Repubblica a dieci nonni che, come recita l’art. 2, “nel corso dell’anno si siano distinti per aver compiuto azioni particolarmente meritorie sul piano sociale”. Le azioni vengono valutate da una Commissione nominata dal Miur e dal Ministero del Lavoro.



LA DINAMICITÀ DEI NONNI MODERNI


I nonni di oggi? Moderni, dinamici e al passo coi tempi. Anche i loro interessi sono mutati: secondo un rapporto Censis, quasi la metà pone al primo posto il mantenimento di una vita attiva e le relazioni con i nipoti. L’immagine che ne deriva è dunque diversa da quella dei nonni di un tempo, meno improntata all’austerità, più comprensiva e dinamica. In passato il “vecchio” nonno era la guida morale della famiglia e custode del tesoro dei ricordi, mentre la nonna elargiva consigli a figlie e nuore. Ora invece, entrambi sono disposti a prendersi cura dei nipotini e ad aiutare i figli nel difficile compito di sostenere una famiglia nel mondo odierno.

 

Foto © Depositphotos.com