• Luisa Castellini

Osteopatia a misura di bebè


Piede torto, cranio asimmetrico, rigidità degli arti: sono molte le condizioni che possono essere affrontate con successo nei primi mesi di vita

Alcune tensioni possono risolversi spontaneamente dopo il parto, grazie alla suzione, al pianto e allo sbadiglio. Un processo di ‘riorganizzazione tissutale’ che, tuttavia, può non avvenire sempre autonomamente e in modo completo. L’intervento osteopatico ha proprio l’obiettivo di promuoverlo attraverso il lavoro manuale sui tessuti, esercitando una pressione adeguata alla plasticità del corpo del piccolo paziente». Così Andrea Arcusio, osteopata presso l’Ospedale San Giuseppe di Milano e responsabile del nuovo ambulatorio di osteopatia neonatale, spiega l’importanza di questa disciplina per trattare alcune condizioni del neonato come il cranio asimmetrico alla nascita, la plagiocefalia, la rigidità agli arti e/o alla colonna, la tendenza del bambino a girare la testa sempre dalla stessa parte, un’atonia diffusa con difficoltà a tenere la testa dritta. E ancora, pianto frequente e irrequietezza, disturbi del sonno, rigurgito in quantità eccessiva e/o lontano dalle poppate, sospetto o conclamato reflusso gastroesofageo (GER), suzione difficoltosa, ostruzione del canale lacrimale, stipsi, otiti ricorrenti. Il percorso di solito è di poche sedute ma dipende dall’età del piccolo, dal sintomo e dalla sua durata: più questa è lunga, maggiori saranno i compensi disfunzionali messi in atto dal corpo. «L’osteopatia in questi ultimi anni si è rivelata essere una metodica efficace in campo neonatale, da affiancare ai presidi terapeutici tradizionali, per la stimolazione neuromotoria dei prematuri, per il trattamento di alcune alterazioni posturali e anche per la gestione di condizioni di alterata funzione, come irrequietezza, alterazioni del ritmo sonno-veglia, disturbi digestivi», spiega Filippo Porcelli, Direttore dell’Unità di Neonatologia dell’Ospedale San Giuseppe.

A volte sono causate dalle posizioni mantenute troppo a lungo in utero o ad anomalie avvenute durante il parto. Sono molte le problematiche dei neonati - piede torto, cranio asimmetrico, tensioni viscerali ma anche rigurgiti o sospetto reflusso- che possono trarre beneficio da un Trattamento Manuale Osteopatico (OMT). Da qui la crescente attenzione per questa disciplina non invasiva e indolore, che può essere risolutiva per il bebè ma anche per la mamma in dolce attesa. Grazie al trattamento osteopatico la futura mamma può lenire le tensioni alla schiena dovute alle diverse modificazioni del baricentro e del volume corporeo a cui va incontro, gestire meglio i sintomi della gravidanza e favorire un travaglio fisiologico.

Foto © Depositphotos.com

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