• Dott. Carlo Ghirlanda

Nella bocca della verità


​La salute parte da qui e dalle buone abitudini, che al pari delle dimenticanze emergono al primo controllo dal dentista. Un appuntamento importante, che va rinnovato con regolarità, per intercettare tempestivamente eventuali malattie del cavo orale. L’evoluzione del concetto di prevenzione, le condizioni più frequenti, l’attenzione alle patologie croniche e l’influenza della famiglia

Intervista a Carlo Ghirlanda

• Presidente Andi, Associazione Nazionale Dentisti Italiani

> andi.it

di Luisa Castellini

Quali condizioni il dentista rileva con più frequenza durante i controlli?

I dentisti, e solo loro possono farlo per legge, sono chiamati a intervenire sia in senso di prevenzione che di terapia per tutte le patologie che possono colpire i tessuti presenti nella bocca e le aree collegate: denti, lingua, gengive, mucose delle guance, articolazione temporo-mandibolare, labbra e anche i distretti cutanei periferici. Il rapporto fra la bocca e le altre malattie del corpo è molto stretto e spesso è il dentista a evidenziare segni clinici di patologie di altri distretti corporei. Non solo: il dentista è in grado di diagnosticare i segni di un’alimentazione sbagliata, anoressia, bulimia, stress o depressione. In questi casi il suo ruolo è anche quello di indirizzare il paziente allo specialista più opportuno.

Diabete e malattie cardiovascolari: quali attenzioni dal dentista?

L’odontoiatria di oggi è un insieme di procedure molto coerenti e ben codificate, in grado di gestire con cura tutte le fasi cliniche anche in caso di patologie cardiache o diabete. È importante che i pazienti informino il dentista in modo che sia possibile impostare correttamente ogni intervento. Esistono protocolli internazionali per assicurare che i pazienti con stent coronarici, vizi o protesi valvolari possano essere trattati senza alcun rischio, anche, ad esempio, adottando una profilassi antibiotica prima di alcuni interventi. Nei casi più gravi di diabete sarà necessario, come per molte altre condizioni, condividere col medico curante le procedure preliminari alla terapia.

Come si è evoluto il concetto di igiene orale?

Da un’indagine epidemiologica, in Italia l’indice DMFT (Decayed Missing Filled Tooth: ovvero i denti estratti o mancanti o otturati per motivi di carie) si è osservato come negli anni ’60 la popolazione dei ragazzi di 12 anni avesse una problematica, tra carie, otturazioni o estrazioni, che coinvolgeva almeno una decina di denti per individuo. Oggi i ragazzini di 12 anni sono quasi del tutto esenti da carie, e il dato italiano è sovrapponibile a quello dei paesi più industrializzati. Questo fa comprendere bene come si sia evoluto il concetto di prevenzione nella popolazione italiana e anche fra i dentisti, che ogni giorno “predicano” nei loro studi l’importanza della prevenzione e dell’igiene orale quotidiana…

Quale impatto ha questa maggiore sensibilità?

Pensiamo agli anziani. Gli over 75 soffrono di abitudini mantenute per anni e delle conoscenze legate all’igiene orale di un’altra generazione, arretrate o magari errate. Molti anni fa si usavano i rimedi della nonna o prodotti dall’efficacia non comparabile con quella di oggi. L’attitudine alla prevenzione oro-dentale degli anziani di oggi è mediamente inferiore a quella che avranno gli anziani di domani, perché oggi adulti e bambini hanno una maggiore consapevolezza dell’importanza dell’igiene orale. Per questo nei bambini l’attenzione è tutta sulla prevenzione, la correzione delle malocclusioni con apparecchi e qualche intervento occasionale per carie.

Quali sono le patologie e i trattamenti più frequenti nell’anziano?

Nella maggior parte dei casi ci troviamo di fronte a malattie parodontali, dei tessuti di sostegno del dente. Le cause sono la placca non controllata, spesso unita all’abitudine al fumo, insieme a un’igiene domiciliare non regolare o mal eseguita. Questo porta a una forte percentuale di grandi anziani con situazioni di esposizione delle radici, mobilità dentale più o meno accentuata fino a quadri di “piorrea”, cioè uno stadio avanzato di malattia parodontale che si presenta con il riassorbimento completo dell’osso che circonda il dente, che vacilla fortemente fino a cadere. Meno rilevante è il problema delle carie. Ne deriva che nell’anziano sono frequenti i quadri di riabilitazioni protesiche per le zone prive di denti con la sostituzione dei singoli denti o delle vecchie protesi. Un campo, questo, nel quale la ricerca ha condotto a risultati eccellenti.

Perché le future mamme devono essere particolarmente attente?

Le donne in gravidanza devono curare maggiormente l’igiene orale, con un regolare lavaggio quotidiano, l’uso del dentifricio e magari un collutorio. Di solito non si consigliano integratori per il nascituro perché la barriera della placenta ne blocca il passaggio. La futura mamma deve mangiare bene per sostenere la regolare crescita del bambino. Ma non solo: la placca batterica che si svilupperà nella bocca del bambino al momento del primo dente da latte spesso proviene dalla mamma. Quando la sua dentatura non è sana o trascurata, la mamma può contagiare il piccolo con la trasmissione della propria placca batterica, in particolare con lo svezzamento. Un esempio tipico è quello della mamma che assaggia la pappa e poi la offre al piccolo sulla stessa posata. Oppure, alla caduta del ciuccio, la mamma che risponde mettendolo in bocca per “pulirlo” unendo i batteri presenti al suolo ai propri. La famiglia è la prima fonte di passaggio della placca: è importante sapere che i genitori con una dentatura sana rappresentano il primo momento di prevenzione delle patologie dentali del bambino.

SAY AHH

Il 20 marzo si celebra in tutto il mondo la giornata mondiale della salute orale. Il tema del 2019 invita letteralmente a Dire Ahh ovvero a impegnarsi in prima persona per proteggere la salute della bocca e quindi di tutto il corpo, perché la prevenzione è sempre la cura migliore. > worldhealthday.org

LA MIGLIORE PREVENZIONE

Per evitare cure costose e grandi fastidi è importante lavare correttamente i denti almeno due volte al giorno e fare controlli regolari dal dentista. La maggior parte delle volte i problemi odontoiatrici sono riconducibili a un’insufficiente qualità dell’igiene. Le malattie della bocca, al di là delle patologie congenite, sono soprattutto malattie d’abitudine, dovute ad esempio all’impiego dello stesso spazzolino per anni o a un lavaggio scorretto. Lo stesso, del resto, vale per l’assuefazione al fumo, una cattiva alimentazione o l’eccessiva sedentarietà.

Foto © Depositphotos.com

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